mercoledì 2 ottobre 2013

Prime impressioni dalla Grande Russia

Scrivo le mie prime impressioni russe dal Циферблат Ростов  un bar in cui non paghi quello che consumi ma il tempo che ci passi. Un rublo a minuto. E' un posto nato con l'idea di condividere, conoscere, imparare. Ogni giorno ci sono corsi (pittura, lingua, acroyoga..) concerti, piccole conferenze. La prima volta che sono venuta qua c'era un club d'inglese con persone da tutto il mondo. Non è il tradizionale locale in cui vai con i tuoi amici e ti siedi ad un tavolo a chiacchierare solo con loro. Qua ti puoi mettere accanto a chi vuoi, leggere un libro, ascoltare chi si propone di suonare il pianoforte sorseggiando thè e e cappuccini a volontà. La Russia che non ti aspetti. Così propositiva e aperta.
Quando sono atterrata a Rostov sul Don circa una settimana fa erano le dieci di sera passate e riuscivo a scorgere solo tante luci nelle grandi strade. Questo non ha fatto altro che alimentare la mia curiosità: ma com'è la Russia? Sembra sempre così misteriosa. Lunedì mattina prima di iniziare il mio primo giorno di lavoro a scuola ho fatto una passeggiata e sono rimasta letteralmente stupefatta dalla bellezza di questa città...c'è una via alberata immensa chiamata Pushkinskaya ulitsa in cui -tempo permettendo- le persone si riuniscono per spettegolare sulle panchine mentre qualcuno suona  della malinconica musica.
Se hai fame puoi mangiare un tradizionale pancake con la cioccolata o la marmellata oppure uno dei kebap che spuntano anche qua come conigli. Per le giornate piovose e freddissime dell'inverno che verrà invece ci sono i tantissimi bar. Alcuni modernissimi come gli ormai onnipresenti fast food con connessione wi- fi, altri vere e proprie perle della creatività come quello che sembra una casa delle bambole per le nostalgiche dei pomeriggi alle elementari. C'è poi il parco più grande con il luna park e i giochi per i bambini. Ogni tanto tra i palazzi più moderni ci sono i ricordi di una gloria passata, maestosi, accanto alle signore che sul bordo della strada vendono i fiori e i limoni in piccole bancarelle. L'immagine più bella e simbolica è la gigantesca chiesa ortodossa con le sue cupole dorate e dietro i palazzoni in vetro simboli della modernità che avanza. Sembra quasi voler metaforicamente rappresentare quella che è stata la mia prima impressione di questo paese così misterioso da fuori ma così simile appena ci entri: una convivenza tra ciò che è stato e ciò che spera di poter essere. Per ora sono solo brevi immagini che ho colto nel mio girovagare veloce ma mai distratto, sempre curioso e affascinato da tanta bellezza inaspettata. Ora sono in attesa di nuove avventure, scoperte e considerazioni....

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